12 giugno 2022 Referendum abrogativi in materia di giustizia

11 giugno 2022

referendum 12 giugno 2022

Sono indetti, per domenica 12 giugno 2022 cinque referendum popolari abrogativi ex art. 75 della Costituzione. Si vota nella sola giornata di domenica 12 giugno 2022 dalle ore 7:00 alle ore 23:00. Per la validità del referendum è obbligatorio che vada a votare la metà più uno degli aventi diritto.

Data di Pubblicazione

11 giugno 2022

Apertura straordinaria dell'Ufficio elettorale e Contatti

L'Ufficio Elettorale del Comune, in occasione delle consultazioni referendaria viene aperto al pubblico con orario straordinario nelle giornate di:

- venerdì 10 giugno dalle ore 9:00 alle 18:00
- sabato 11 giugno dalle ore 9:00 alle 18:00
- domenica 12 giugno dalle ore 7:00 alle 23:00

 

ContattiTelefono: 0423 456733 - 0423 456725

Chi può votare

Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune e che avranno compiuto il 18° anno di età il 12 giugno 2022.

Tessera Elettorale e Come si vota

Chi non ha la tessera, l'ha smarrita o la stessa non risulti più utilizzabile per l’esaurimento di tutti gli spazi relativi alla certificazione del voto, può richiederne una nuova presentandosi presso lo sportello dell'ufficio elettorale del Comune munito di carta di identità, negli orari di apertura al pubblico.

L'elettore deve presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento personale (carta d'identità o altro documento di identificazione munito di fotografia, rilasciato da una pubblica amministrazione) e la tessera elettorale.

Per quanto attiene la modalità di voto, ciascun elettore può:

  • apporre un segno sul SI se desidera che la norma sottoposta a Referendum sia abrogata
  • apporre un segno sul NO se desidera che la norma sottoposta a Referendum resti in vigore

Primo quesito referendario- Cosa succede se vince il Si o il No

Il primo quesito chiede  l'Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi; 

Il primo dei quesiti mira ad abrogare la Legge Severino.

Cosa succede se vince il no: Se vincerà il no si sceglie di mantenere questa legge e dunque, in caso di condanna saranno incandidabili, ineleggibili con decadenza automatica tutti i parlamentari, i rappresentanti di governo, i consiglieri regionali, i sindaci e gli amministratori locali.

Cosa succede se vince il si: Se vincerà il sì al referendum i concetti di incandidabilità e decadenza verranno abrogati e anche ai condannati in via definitiva verrà concesso di candidarsi o di continuare il proprio mandato.

A decidere su eventuali divieti di ricoprire cariche tornerà a essere solo il giudice chiamato a decidere sul singolo caso, come è avvenuto fino al 2012.

Secondo quesito referendario- Cosa succede se vince il Si o il No

Il secondo quesito chiede la Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell'ultimo inciso dell'art. 274, comma l, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale;  

La custodia cautelare in carcere attualmente può essere disposta solo in caso di “gravi indizi di colpevolezza” e può essere motivata dal pericolo che la persona indagata ripeta il reato, dal pericolo di fuga o da quello di alterazione delle prove a suo carico.

Cosa succede se vince il no: Se vincerà il no al referendum si sceglie di mantenere tutti i reati per cui è consentito oggi il ricorso alle misure cautelari in carcere.

Cosa succede se vince il si: Se vincerà il sì al referendum verrà abrogata la motivazione della «possibile reiterazione del reato» dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini e quindi prima del processo.

Terzo quesito referendario- Cosa succede se vince il Si o il No

Il terzo quesito chiede la Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati;  

Attualmente un magistrato, ad alcune condizioni, può passare fino a quattro volte tra la funzione requirente a quella giudicante, queste funzioni sono:

  • La funzione requirente propria dei pubblici ministeri, che dirigono le attività investigative dopo aver ricevuto una notizia di reato e rappresentano la pubblica accusa nei processi.
  • La funzione giudicante propria dei giudici, chiamati a prendere delle decisioni dopo avere approfondito le ragioni delle parti in causa.

Cosa succede se vince il no: Se vincerà il no il magistrato continuerà a non dover scegliere se vuole essere pubblico ministero o giudice e potrà continuare a cambiare le sue funzioni come avviene oggi sempre con il limite di quattro volte, se ne sussistono le condizioni.

Cosa succede se vince il si: Se vincerà il sì il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera se vuole essere pubblico ministero o giudice e non potrà cambiare le sue funzioni, cosa che ad oggi avviene con il limite di quattro volte, se ne sussistono le condizioni.

Quarto quesito referendario- Cosa succede se vince il Si o il No

Il quarto quesito chiede la Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte;  

I Consigli giudiziari sono organi ausiliari composti da cariche appartenenti alla magistratura e laici (professori universitari e avvocati). Questi Consigli, esprimono “motivati pareri” su diversi ambiti, tra cui le valutazioni di professionalità dei magistrati. L’analisi valutativa della professionalità e della competenza dei magistrati viene poi fatta dal Csm in maniera definitiva, ma esso decide anche sulla base di queste valutazioni.

Cosa succede se vince il no: Se vincerà il no a questo quesito ci si oppone all’ingresso di avvocati e professori alle valutazioni ai magistrati.

Cosa succede se vince il si: Se vincerà il sì anche gli avvocati e i professori universitari parteciperanno attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati: finora ne sono stati esclusi.

Quinto quesito referendario- Cosa succede se vince il Si o il No

Il quinto quesito chiede l'Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura;

Questo quesito si muove contro quelle che in giornalismo sono definite le «correnti» che dividono il Consiglio superiore della magistratura, l’organo risulterebbe diviso secondo correnti politiche per cui i diversi orientamenti potrebbero influenzarne il processo decisionale.

Cosa succede se vince il no: Se vincerà il no si sceglie di mantenere in vigore il sistema attuale; c’è da segnalare che questo quesito è già interno alla proposta della «Riforma Cartabia».

Cosa succede se vince il si: Se vincerà il sì cambia l'attualmente sistema  che prevede che un magistrato che voglia candidarsi al Csm deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme, cCon l’abrogazione dell’obbligo della raccolta firme, si tornerebbe alla legge del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del Csm presentando semplicemente la propria candidatura.